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Avv. MAURIZIO LUCCA


SEGRETARIO GENERALE AMMINISTRAZIONI LOCALI E MANAGER DI RETE


Archivi del mese: febbraio 2012

Orientamenti sulla gestione dei servizi pubblici locali tra liberalizzazioni incompiute e dimensione societaria

La riforma in progress nel tentativo di liberalizzare i servizi pubblici locali, togliendo ogni marginalità e rendita di posizione [117], riafferma ancora una volta tutta l’incompletezza di una disciplina stratificata e non omogenea dove persistono margini di insoluta discrezionalità, situazioni di monopolio e di privilegio all’interno del mercato (non libero) non essendo ancora chiarito il quadro d’insieme e potendo interpretare la complessità e la frammentarietà della materia a beneficio della conservazione dell’esistente.

I servizi pubblici locali e la loro distinzione sul dato (o meno) economico o commerciale è lasciata alla facoltà del singolo soggetto pubblico con l’intenzione, più o meno celebrata, di garantire le posizioni acquisite piuttosto che liberalizzare verso l’esterno (a mantenimento di una posizione dominante o di concentrazioni) [118], chiudendo definitivamente tutte le società non in grado di competere con il mercato e/o affidatarie in esclusiva di servizi (affidati, ovviamente, senza gara). Continua a leggere

Società partecipate strumentali e di servizi

La disciplina dei servizi pubblici locali è una materia in continua evoluzione nel tentativo (del Legislatore) di garantire la concorrenza (e l’apertura del mercato) e assicurare standard di qualità delle prestazioni erogate, differenziando gli operatori (imprenditori o società) in funzione del perseguimento di un interesse economico o di una finalità collettiva.

Con il passare degli anni si è cercato di distinguere gli affidamenti con gara da quelli diretti (riformando l’art.113 del Tuel), imponendo delle limitazioni per tutti i soggetti che beneficiavano di diritti di esclusiva rispetto a coloro che entravano nel marcato, creando una ulteriore separazione tra le società di servizi e quelle strumentali alle esigenze dell’amministrazione procedente, giungendo ad impedire sia la costituzione di nuove partecipate che il mantenimento di quote azionarie.

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Parere di regolarità contabile e viaggi all’estero

L’attività istruttoria si inserisce nella fase (preparatoria) del procedimento amministrativo che concorre a formare la decisione provvedimentale (deliberazione), valutando una serie di elementi di fatto e di diritto (il percorso motivazionale, ex articolo 3 della Legge n.241/90) – a cura del responsabile del procedimento – necessari all’adozione dell’atto finale.

In questa prima fase, prodromica alla successiva fase costitutiva o decisoria, si inseriscono i pareri obbligatori di regolarità tecnica e qualora si presenti un riflesso diretto sulle finanze dell’ente (impegno di spesa o diminuzione di entrata) è indispensabile coinvolgere il responsabile di ragioneria. Continua a leggere

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Atti e contratti
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