twitter youtube-2 facebook linkedin

Avv. MAURIZIO LUCCA


SEGRETARIO GENERALE AMMINISTRAZIONI LOCALI E MANAGER DI RETE


servizi pubblici

Servizi pubblici locali, affidamenti diretti (in house)

Siamo a distanza di anni, ancora una volta, alla nuova riforma della riforma… dei servizi pubblici e delle società partecipate.

Il limite (l’auspicio) è sempre quello: aprire al mercato, introdurre norme non di facciata, assicurare una versa concorrenza.

Eppure leggendo i decreti di riforma (quelli attuativi della legge n.124/2015), qualche perplessità rimane.

Segue intervento datato, ma attuale.

“Il principio della gara è quello che più di altri si connota alla concorrenza in ambito comunitario, e si caratterizza per una procedura ad evidenza pubblica capace di scegliere il contraente secondo parametri trasparenti, aperti e solidali, equivalente costituzionale di imparzialità e buon andamento (ex articolo 97 Cost.) che presidia tutta l’azione della p.a. a livello nazionale. Continua a leggere

L’affidamento di servizi pubblici

Atti e contratti
 Formulario degli enti localiL’affidamento di servizi pubblici
L’insieme dei principi nazionali e comunitari porta a ritenere valido l’affidamento diretto (cioè, senza una gara aperta) dei “servizi pubblici” alle società miste quando si sia svolta una gara ad evidenza pubblica per la scelta del socio privato (senza espressamente richiedere alcun limite, minimo o massimo)[1], permettendo, pertanto, l’affidamento diretto della gestione del servizio in via ordinaria ad una società mista, alla condizione imprescindibile che la scelta del socio privato avvenga mediante procedure competitive ad evidenza pubblica e che a tale socio siano attribuiti specifici compiti operativi connessi alla gestione del servizio[2]: il diritto dell’Unione europea conferma l’affidamento diretto del servizio di rilevanza economica anche a società cosiddette miste, ed anzi esprimendo un vero e proprio favor per il partenariato pubblico/privato e gli organismi misti purchè sia stata esperita una procedura pubblica per l’individuazione del socio privato[3].

Quello che rileva, in termini diversi, è l’individuazione del socio privato mediante gara, essendo l’affidamento ad una partecipata l’estensione (longa manus) di un’attività dell’amministrazione controllante.

La gestione dei servizi pubblici può essere affidata a società che rientrano nel modello del cosiddetto in house providing purchè il socio privato sia scelto con una procedura di evidenza pubblica, sicché la necessità di una gara per la scelta del socio, se da un parte determina l’esclusione della riconducibilità alla figura dell’in house, dall’altra ha condotto a ritenere non corretto annoverare tale figura – tipo di affidamento tra quelli “diretti”[4].

Di converso, l’affidamento diretto di un servizio pubblico senza esperimento di gara, in deroga ai principi generali, è consentito qualora l’amministrazione aggiudicatrice intenda internalizzare il servizio, ovvero affidarlo in house, sempre che sussistano in concreto i requisiti dell’ in house, cioè la proprietà interamente pubblica della società, ovvero il controllo (analogo) su di essa da parte dell’ente aggiudicatore[5].

(estratto, Limiti agli affidamenti diretti, L’Ufficio tecnico, 2015, n.1 – 2)
[1] Socio “industriale” e non meramente “finanziario”; in termini, vedi il Libro verde della Commissione del 30 aprile 2004 e Corte di giustizia, sez. III, 15 ottobre 2009, in causa C-196/08, Acoset Spa, dove si è ribadito la legittimità comunitaria dell’affidamento diretto a società miste, purchè sia rispettata la condizione della gara cosiddetta “a doppio oggetto”.
[2] Corte Cost., 16 luglio 2014, n. 199.
[3] Corte Cost., 17 novembre 2010, n.325; idem 16 luglio 2014, n. 199.
[4] Vedi, il parere del Cons. Stato, sez. II, 18 aprile 2007, n. 456.
[5] Cons. Stato, sez. V, 30 aprile 2013, n.4832.

Procedure aperte e affidamenti in house

La Corte Costituzionale, con la sentenza 28 marzo 2013, n.50, ha statuito che “La Corte di giustizia dell’Unione europea ha riconosciuto che rientra nel potere organizzativo delle autorità pubbliche degli Stati membri "autoprodurre" beni, servizi o lavori, mediante il ricorso a soggetti che, ancorché giuridicamente distinti dall’ente conferente, siano legati a quest’ultimo da una "relazione organica" (cosiddetto affidamento in house). Allo scopo di evitare che l’affidamento diretto a soggetti in house si risolva in una violazione dei principi del libero mercato e quindi delle regole concorrenziali, che impongono sia garantito il pari trattamento tra imprese pubbliche e private, la stessa Corte ha affermato che è possibile non osservare le regole della concorrenza a due condizioni. La prima è che l’ente pubblico svolga sulla società in house un controllo analogo a quello esercitato sui propri servizi; la seconda è che il soggetto affidatario realizzi la parte più importante della propria attività con l’ente pubblico (sentenza 18 novembre 1999, in causa C-107/98, Teckal). Tale impostazione è costantemente richiamata dalla giurisprudenza di questa Corte (ex plurimis, sentenza n. 439 del 2008)” Continua a leggere

Archivio

Atti e contratti
 Formulario degli enti locali

Guida operativa per la stesura dei contratti e atti con oltre 200 schemi pronti all’uso e personalizzabili.

ORDINA