La sez. III del Consiglio di Stato, con la sentenza 11 giugno 2026, n. 4680 (estensore Consigliere Tulumello), espone una regola prima di lettura della lex specialis, non potendo assumere una decisione espulsiva a fronte del principio in claris non fit interpretatio (ista lex tam evidens est ut expositione non egeat, nella codificazione teodosiana), nell’evidenza di un significato che non traspare (c.d. sensus scriptoris) ma risulta solare e non ambiguo (cum scriptum aperte sit in opposizione a obscure) nella sua espressione linguistica (non esige iudex): chiarezza data dalla lettura delle parole (c.d. tenore letterale), di contenuto incontestabili, a beneficio (principi del risultato e della fiducia) della parità di condizione di partenza dei concorrenti ad una gara per una commessa pubblica.
Continua a leggereInutile interpretazione quando la disciplina di gara è chiara
La sez. III del Consiglio di Stato, con la sentenza 11 giugno 2026, n. 4680 (estensore Consigliere Tulumello), espone una regola prima di lettura della lex specialis, non potendo assumere una decisione espulsiva a fronte del principio in claris non fit interpretatio (ista lex tam evidens est ut expositione non egeat, nella codificazione teodosiana), nell’evidenza di un significato che non traspare (c.d. sensus scriptoris) ma risulta solare e non ambiguo (cum scriptum aperte sit in opposizione a obscure) nella sua espressione linguistica (non esige iudex): chiarezza data dalla lettura delle parole (c.d. tenore letterale), di contenuto incontestabili, a beneficio (principi del risultato e della fiducia) della parità di condizione di partenza dei concorrenti ad una gara per una commessa pubblica.
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