«Libero Pensatore» (sempre)

La sez. giurisdizionale Campania, della Corte dei conti, con la sentenza del 20 ottobre 2025, n. 325, accoglie parzialmente la richiesta della procura erariale di condanna del responsabile finanziario di un Comune per l’omessa comunicazione al Ministero dell’Economia, ai fini della relativa pubblicazione, della deliberazione consiliare relativa alla rideterminazione in aumento delle tariffe TARI (tassa rifiuti).

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Responsabilità erariale per omessa pubblicazione tariffe (invio al MEF)

Responsabilità erariale per omessa pubblicazione tariffe (invio al MEF)

La sez. giurisdizionale Campania, della Corte dei conti, con la sentenza del 20 ottobre 2025, n. 325, accoglie parzialmente la richiesta della procura erariale di condanna del responsabile finanziario di un Comune per l’omessa comunicazione al Ministero dell’Economia, ai fini della relativa pubblicazione, della deliberazione consiliare relativa alla rideterminazione in aumento delle tariffe TARI (tassa rifiuti).

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La sez. VI Napoli del TAR Campania, con la sentenza 11 agosto 2025, n. 5898 (estensore Rinaldi), interviene sulla monetizzazione delle ferie non godute al termine del rapporto, affermando il diritto al pagamento solo in presenza di documentate ragioni oggettive che hanno impedito la fruizione, senza poter addebitare[1] al dipendente una sua inerzia (causa)[2]: la mancata richiesta delle ferie comporta la loro perdita.

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Monetizzazione delle ferie non godute

Monetizzazione delle ferie non godute

La sez. VI Napoli del TAR Campania, con la sentenza 11 agosto 2025, n. 5898 (estensore Rinaldi), interviene sulla monetizzazione delle ferie non godute al termine del rapporto, affermando il diritto al pagamento solo in presenza di documentate ragioni oggettive che hanno impedito la fruizione, senza poter addebitare[1] al dipendente una sua inerzia (causa)[2]: la mancata richiesta delle ferie comporta la loro perdita.

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Gli accordi di pianificazione urbanistica costituiscono modelli di governance del territorio, con ampio margine di discrezionalità, attuativi dei principi costituzionali di partecipazione e sussidiarietà, che ammettono il partenariato pubblico – privato nel perseguimento dell’interesse pubblico generale ad un regolare, armonico e sostenibile sviluppo economico – sociale di un territorio, garantendo un equilibrato scambio di utilità tra la Pubblica Amministrazione, titolare di una potestà pubblica di cura e promozione collettiva (ex art. 3, comma 2 del d.lgs. n. 267/2000, e il privato, ossia il promotore/attuatore, portatore di bisogni (interessi) individuali di natura economica (contendibile) e dai contorni trasmissibili dei diritti, estrinsecazione dello ius aedificandi, anche in relazione alla “funzione sociale” della proprietà (ex artt. 41 e 42 Cost.).

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L’interpretazione degli accordi

L’interpretazione degli accordi

Gli accordi di pianificazione urbanistica costituiscono modelli di governance del territorio, con ampio margine di discrezionalità, attuativi dei principi costituzionali di partecipazione e sussidiarietà, che ammettono il partenariato pubblico – privato nel perseguimento dell’interesse pubblico generale ad un regolare, armonico e sostenibile sviluppo economico – sociale di un territorio, garantendo un equilibrato scambio di utilità tra la Pubblica Amministrazione, titolare di una potestà pubblica di cura e promozione collettiva (ex art. 3, comma 2 del d.lgs. n. 267/2000, e il privato, ossia il promotore/attuatore, portatore di bisogni (interessi) individuali di natura economica (contendibile) e dai contorni trasmissibili dei diritti, estrinsecazione dello ius aedificandi, anche in relazione alla “funzione sociale” della proprietà (ex artt. 41 e 42 Cost.).

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