«Libero Pensatore» (sempre)

La sez. I Napoli del TAR Campania, con la sentenza 19 maggio 2026 n. 3171 (estensore Di Lorenzo), chiarisce in modo lineare la diffusione della norma dell’art. 16, Conflitto di interessi, del Codice dei contratti pubblici ove la nozione include ogni soggetto in grado di condizionare la procedura di aggiudicazione “a qualsiasi titolo” e “in qualsiasi modo”, esprimendo una estensione finalizzata ad assicurare un affidamento capace di garantire la concorrenza senza condizionamenti sia interni, ad opera di chi esercita una funzione pubblica qualificata[1], che esterni, dell’operatore economico su cui grava degli oneri dichiarativi la cui mancanza giustifica l’esclusione (oneri che ricadono anche a carico del personale della stazione appaltante)[2], ovvero la medesima fattispecie è prevista quale causa di esclusione, dal comma 1, lettera b), dall’art. 95, Cause di esclusione non automatica, del d.lgs. n. 36/2023: la presenza di un conflitto di interessi non diversamente risolvibile[3].

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Il conflitto di interessi nel Codice dei contratti pubblici

Il conflitto di interessi nel Codice dei contratti pubblici

La sez. I Napoli del TAR Campania, con la sentenza 19 maggio 2026 n. 3171 (estensore Di Lorenzo), chiarisce in modo lineare la diffusione della norma dell’art. 16, Conflitto di interessi, del Codice dei contratti pubblici ove la nozione include ogni soggetto in grado di condizionare la procedura di aggiudicazione “a qualsiasi titolo” e “in qualsiasi modo”, esprimendo una estensione finalizzata ad assicurare un affidamento capace di garantire la concorrenza senza condizionamenti sia interni, ad opera di chi esercita una funzione pubblica qualificata[1], che esterni, dell’operatore economico su cui grava degli oneri dichiarativi la cui mancanza giustifica l’esclusione (oneri che ricadono anche a carico del personale della stazione appaltante)[2], ovvero la medesima fattispecie è prevista quale causa di esclusione, dal comma 1, lettera b), dall’art. 95, Cause di esclusione non automatica, del d.lgs. n. 36/2023: la presenza di un conflitto di interessi non diversamente risolvibile[3].

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La sez. Giurisdizionale Campania, della Corte dei conti, con la sentenza n. 356 del 12 novembre 2025, condanna un dipendente pubblico al danno d’immagine per le indebite “segnalazioni” ai privati di operatori economici capaci di eseguire prestazioni cimiteriali in luogo del personale preposto, giustificando l’“indicazione” sulla presunta impossibilità dovuta ad una cronica carenza di organico: un danno all’immagine fondato su una sentenza definitiva di patteggiamento; patteggiamento che pur non configurando una condanna penale in senso stretto, costituisce un valido presupposto per l’azione di risarcimento del danno all’immagine innanzi al Giudice contabile, confermando la sussistenza e la responsabilità del dipendente pubblico per l’illecito compiuto[1].

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Le segnalazioni dolose del dipendente infedele

Le segnalazioni dolose del dipendente infedele

La sez. Giurisdizionale Campania, della Corte dei conti, con la sentenza n. 356 del 12 novembre 2025, condanna un dipendente pubblico al danno d’immagine per le indebite “segnalazioni” ai privati di operatori economici capaci di eseguire prestazioni cimiteriali in luogo del personale preposto, giustificando l’“indicazione” sulla presunta impossibilità dovuta ad una cronica carenza di organico: un danno all’immagine fondato su una sentenza definitiva di patteggiamento; patteggiamento che pur non configurando una condanna penale in senso stretto, costituisce un valido presupposto per l’azione di risarcimento del danno all’immagine innanzi al Giudice contabile, confermando la sussistenza e la responsabilità del dipendente pubblico per l’illecito compiuto[1].

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La sez. I Milano del TAR Lombardia, con la sentenza 6 ottobre 2025 n. 3132 chiarisce che la competenza nella valutazione preliminare di convenienza e fattibilità della proposta di finanza di progetto, ovvero la verifica dell’interesse pubblico, appartiene all’organo esecutivo del Comune: la giunta comunale, titolare di potere in via residuale (e a chiusura del sistema) quando nessun altro organo o ufficio è titolare della funzione attribuita dalla legge (ex art. 97 Cost., c.d. riserva di competenza, principio di legalità se non c’è legge non c’è potere, eroso dalla delegificazione, c.d. soft law).

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La competenza e azioni nell’approvazione del project financing

La competenza e azioni nell’approvazione del project financing

La sez. I Milano del TAR Lombardia, con la sentenza 6 ottobre 2025 n. 3132 chiarisce che la competenza nella valutazione preliminare di convenienza e fattibilità della proposta di finanza di progetto, ovvero la verifica dell’interesse pubblico, appartiene all’organo esecutivo del Comune: la giunta comunale, titolare di potere in via residuale (e a chiusura del sistema) quando nessun altro organo o ufficio è titolare della funzione attribuita dalla legge (ex art. 97 Cost., c.d. riserva di competenza, principio di legalità se non c’è legge non c’è potere, eroso dalla delegificazione, c.d. soft law).

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  1. Il pronunciamento

La sez. I Brescia del TAR Lombardia, con la sentenza 12 agosto 2025, n. 764, offre una chiara definizione di contratto attivo (non produce «spesa e da cui deriva un’entrata per la pubblica amministrazione», lettera h), art. 2, Definizione dei contratti, dell’all.I.1, del d.lgs. n. 36/2023), il quale comporta un’opportunità di guadagno economico, anche indiretto, assoggettato ai principi del risultato, della fiducia e dell’accesso al mercato, potendo affermare che la gestione di un compendio sciistico:

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La gestione di impianti sciistici: un contratto attivo

La gestione di impianti sciistici: un contratto attivo
  1. Il pronunciamento

La sez. I Brescia del TAR Lombardia, con la sentenza 12 agosto 2025, n. 764, offre una chiara definizione di contratto attivo (non produce «spesa e da cui deriva un’entrata per la pubblica amministrazione», lettera h), art. 2, Definizione dei contratti, dell’all.I.1, del d.lgs. n. 36/2023), il quale comporta un’opportunità di guadagno economico, anche indiretto, assoggettato ai principi del risultato, della fiducia e dell’accesso al mercato, potendo affermare che la gestione di un compendio sciistico:

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La sez. VI Napoli del TAR Campania, con la sentenza 11 agosto 2025, n. 5898 (estensore Rinaldi), interviene sulla monetizzazione delle ferie non godute al termine del rapporto, affermando il diritto al pagamento solo in presenza di documentate ragioni oggettive che hanno impedito la fruizione, senza poter addebitare[1] al dipendente una sua inerzia (causa)[2]: la mancata richiesta delle ferie comporta la loro perdita.

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Monetizzazione delle ferie non godute

Monetizzazione delle ferie non godute

La sez. VI Napoli del TAR Campania, con la sentenza 11 agosto 2025, n. 5898 (estensore Rinaldi), interviene sulla monetizzazione delle ferie non godute al termine del rapporto, affermando il diritto al pagamento solo in presenza di documentate ragioni oggettive che hanno impedito la fruizione, senza poter addebitare[1] al dipendente una sua inerzia (causa)[2]: la mancata richiesta delle ferie comporta la loro perdita.

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La sez. II del T.A.R. Piemonte, con Ia sentenza 7 luglio 2025, n. 1143, si sofferma sull’obbligo di astensione dell’assessore comunale che vota un provvedimento incidente la sfera giuridica di un terzo, terzo verso il quale offre la propria attività di coltivatore diretto del terreno di proprietà (della parte ricorrente), rilevando l’assenza del conflitto di interessi.

Inoltre, il GA accoglie il ricorso sull’errata determinazione dell’IMU, il cui valore non ha rispettato i chiari criteri di legge[1].

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Il conflitto di interessi dell’assessore deliberante l’IMU

Il conflitto di interessi dell’assessore deliberante l’IMU

La sez. II del T.A.R. Piemonte, con Ia sentenza 7 luglio 2025, n. 1143, si sofferma sull’obbligo di astensione dell’assessore comunale che vota un provvedimento incidente la sfera giuridica di un terzo, terzo verso il quale offre la propria attività di coltivatore diretto del terreno di proprietà (della parte ricorrente), rilevando l’assenza del conflitto di interessi.

Inoltre, il GA accoglie il ricorso sull’errata determinazione dell’IMU, il cui valore non ha rispettato i chiari criteri di legge[1].

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