La sez. IV del Consiglio di Stato, con la sentenza 12 ottobre 2026 n. 7475 (Presidente Neri, Estensore Di Mauro), interviene nel ritenere possibile da parte del giudice amministrativo – in sede processuale – “convertire” un provvedimento illegittimo (formatosi per silentium) in uno diverso rispetto a quello ritenuto dall’Amministrazione, avente una denominazione basata su presupposti differenti (una diversa qualificazione, da annullamento d’ufficio a diniego del rilascio del titolo: una “riconversione”): un potere del giudice di formulare nel concreto il potere esercitato pur se qualificato dall’Amministrazione in altro modo, mutuando (in tale operazione) i principi civilistici di “conversione” del contratto nullo (ex art. 1424 c.c., nonché, sul piano processuale, dall’art. 156 c.p.c.), noti anche alla disciplina comparata[1].
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