La sez. II del Consiglio di Stato, con la sentenza 3 novembre 2026, n. 7963, non accoglie l’appello avverso la sentenza del primo grado, con la quale non viene rimessa nei termini la parte a causa della mancata lettura di una PEC inviata dalla PA e inoltrata dal “sistema” nella casella di “spam” (indesiderata): è onere del privato assicurare la funzionalità dell’indirizzo digitale (c.d. principio di autoresponsabilità), non potendo ammettere un accertamento giudiziale (mediante CTU) dell’onere probatorio a carico di chi invoca il malfunzionamento del sistema informatico di ricevimento della posta elettronica.
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