«Libero Pensatore» (sempre)

In via generale, in prima approssimazione, una strada può essere classificata in relazione al titolare del diritto di proprietà sulla stessa (pubblica o privata), rilevando che tale natura, a volte, non può essere sufficiente per la sua denominazione (identificazione), potendo il sedime diventare ad “uso pubblico” (della collettività) anche se la sua proprietà rimane in capo al privato, sicché la strada è sottoposta ad un “vincolo pubblico” di demanialità (c.d. peso/servitù) che ne sottrae la disponibilità esclusiva (al suo titolare): l’Amministrazione potrà disporre della strada privata (c.d. vicinale) secondo le esigenze e l’interesse pubblico alla viabilità, ben potendo disporre la rimozione di eventuali ostacoli (sbarre)[1] al suo utilizzo (passaggio)[2].

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Strade private vicinali ad uso pubblico

Strade private vicinali ad uso pubblico

In via generale, in prima approssimazione, una strada può essere classificata in relazione al titolare del diritto di proprietà sulla stessa (pubblica o privata), rilevando che tale natura, a volte, non può essere sufficiente per la sua denominazione (identificazione), potendo il sedime diventare ad “uso pubblico” (della collettività) anche se la sua proprietà rimane in capo al privato, sicché la strada è sottoposta ad un “vincolo pubblico” di demanialità (c.d. peso/servitù) che ne sottrae la disponibilità esclusiva (al suo titolare): l’Amministrazione potrà disporre della strada privata (c.d. vicinale) secondo le esigenze e l’interesse pubblico alla viabilità, ben potendo disporre la rimozione di eventuali ostacoli (sbarre)[1] al suo utilizzo (passaggio)[2].

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Il potere di ordinanza del Sindaco, ai sensi dell’art. 50 e 54 del TUEL (d.lgs. n. 267/2000), costituisce uno strumento potente affidato alle cure del primo cittadino (sempre fondato su una istruttoria motivazionale) per risolvere – in via temporanea (da cui l’atipicità e indeterminatezza contenutistica) [1] – accadimenti che esigono una pronta e immediata soluzione (contingibilità e straordinarietà della situazione da fronteggiare), foriero di pregiudizio grave ed attuale per la collettività (o per una determinata collettività), in assenza di altri strumenti apprestati dall’ordinamento (c.d. residualità, inesigibilità di rimedi tipici e nominati) [2].

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Il potere di ordinanza sindacale (su bene pericolante): presupposti, caratteri e confini

Il potere di ordinanza sindacale (su bene pericolante): presupposti, caratteri e confini

Il potere di ordinanza del Sindaco, ai sensi dell’art. 50 e 54 del TUEL (d.lgs. n. 267/2000), costituisce uno strumento potente affidato alle cure del primo cittadino (sempre fondato su una istruttoria motivazionale) per risolvere – in via temporanea (da cui l’atipicità e indeterminatezza contenutistica) [1] – accadimenti che esigono una pronta e immediata soluzione (contingibilità e straordinarietà della situazione da fronteggiare), foriero di pregiudizio grave ed attuale per la collettività (o per una determinata collettività), in assenza di altri strumenti apprestati dall’ordinamento (c.d. residualità, inesigibilità di rimedi tipici e nominati) [2].

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La sez. I Salerno, del TAR Campania, con la sentenza 20 febbraio 2026 n. 1231, conferma i confini della legittimazione attiva dei consiglieri comunali contro le deliberazioni adottate dall’organo consigliare, a cui fanno parte; legittimazione che può sussistere solo in presenza di una lesione diretta alle prerogative e ai diritti inerenti lo status, non potendo impugnare provvedimenti deliberati al di fuori delle lesioni dello ius ad officium perché il giudizio amministrativo non è di regola aperto alle controversie tra organi o componenti di organi di uno stesso ente ma è diretto a risolvere controversie intersoggettive: una tutela alle prerogative dell’eletto non sindacabili dall’esterno dal GA nel merito della decisione assunta con il voto contrario dei dissenzienti.

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La legittimazione dei consiglieri comunali dissenzienti

La legittimazione dei consiglieri comunali dissenzienti

La sez. I Salerno, del TAR Campania, con la sentenza 20 febbraio 2026 n. 1231, conferma i confini della legittimazione attiva dei consiglieri comunali contro le deliberazioni adottate dall’organo consigliare, a cui fanno parte; legittimazione che può sussistere solo in presenza di una lesione diretta alle prerogative e ai diritti inerenti lo status, non potendo impugnare provvedimenti deliberati al di fuori delle lesioni dello ius ad officium perché il giudizio amministrativo non è di regola aperto alle controversie tra organi o componenti di organi di uno stesso ente ma è diretto a risolvere controversie intersoggettive: una tutela alle prerogative dell’eletto non sindacabili dall’esterno dal GA nel merito della decisione assunta con il voto contrario dei dissenzienti.

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La sez. I Appello della Corte dei conti, con la sentenza n. 187 del 27 novembre 2025 (relatore LONGO), conferma la responsabilità per l’illegittima nomina dell’ufficio di staff (ex art. 90, Uffici di supporto agli organi di direzione politica, del d.lgs. n. 267/2000, TUEL) da parte della giunta comunale e del dirigente che ha assistito ed espresso il parere favorevole, confermando, altresì, la piena giurisdizione contabile sulle scelte quando sono contrarie alle regole del diritto (nello specifico, i canoni della buona amministrazione, dovendo le scelte ispirarsi ai criteri di economicità, di efficienza e di efficacia, che costituiscono specificazione e corollario del più generale principio sancito dall’art. 97 Cost. e assumono rilevanza sul piano della legittimità, non della mera opportunità), equiparando il trattamento economico a quello di un dirigente pur non avendone il titolo (la laurea)[1].

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La responsabilità sulla nomina dell’ufficio di staff in aspettativa e senza laurea

La responsabilità sulla nomina dell’ufficio di staff in aspettativa e senza laurea

La sez. I Appello della Corte dei conti, con la sentenza n. 187 del 27 novembre 2025 (relatore LONGO), conferma la responsabilità per l’illegittima nomina dell’ufficio di staff (ex art. 90, Uffici di supporto agli organi di direzione politica, del d.lgs. n. 267/2000, TUEL) da parte della giunta comunale e del dirigente che ha assistito ed espresso il parere favorevole, confermando, altresì, la piena giurisdizione contabile sulle scelte quando sono contrarie alle regole del diritto (nello specifico, i canoni della buona amministrazione, dovendo le scelte ispirarsi ai criteri di economicità, di efficienza e di efficacia, che costituiscono specificazione e corollario del più generale principio sancito dall’art. 97 Cost. e assumono rilevanza sul piano della legittimità, non della mera opportunità), equiparando il trattamento economico a quello di un dirigente pur non avendone il titolo (la laurea)[1].

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La sez. I Catanzaro del TAR Calabria, con la sentenza 1° agosto 2025, n. 1339, chiarisce i criteri per individuare l’uso pubblico su una strada privata, il quale preclude ai privati di istallare una sbarra che ne precluda l’accesso.

L’azione di accertamento

Pare giusto rammentare che spetta alla cognizione del giudice amministrativo la classificazione di una strada giacché in essa viene in discussione non già un comportamento della PA “iure privatorum”, bensì la legittimità, o meno, dell’esercizio del potere autoritativo della stessa PA nell’inserimento delle strade nei propri registri, aspetto da ascriversi alla materia del governo del territorio e dell’urbanistica, devoluta alla giurisdizione esclusiva di detto giudice.

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Divieto di sbarramento in presenza dell’uso pubblico di una strada

Divieto di sbarramento in presenza dell’uso pubblico di una strada

La sez. I Catanzaro del TAR Calabria, con la sentenza 1° agosto 2025, n. 1339, chiarisce i criteri per individuare l’uso pubblico su una strada privata, il quale preclude ai privati di istallare una sbarra che ne precluda l’accesso.

L’azione di accertamento

Pare giusto rammentare che spetta alla cognizione del giudice amministrativo la classificazione di una strada giacché in essa viene in discussione non già un comportamento della PA “iure privatorum”, bensì la legittimità, o meno, dell’esercizio del potere autoritativo della stessa PA nell’inserimento delle strade nei propri registri, aspetto da ascriversi alla materia del governo del territorio e dell’urbanistica, devoluta alla giurisdizione esclusiva di detto giudice.

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La sez. I Catania del TAR Sicilia, con la sentenza 28 luglio 2025 n. 2451, annulla un’ordinanza sindacale contingibile ed urgente priva dei presupposti di legge: ossia, un pericolo irreparabile ed imminente per la pubblica incolumità, non altrimenti risolvibili con i mezzi ordinari apprestati dall’ordinamento: l’assenza di un accertamento tecnico che profili il rischio non rinviabile dimostra la carenza di un elemento indispensabile, ben potendo utilizzare altri mezzi apprestati dall’ordinamento per fronteggiare la situazione a livello di mera potenzialità di minaccia di lesioni alle persone.

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Annullata l’ordinanza sindacale in assenza di presupposti istruttori e motivazionali

Annullata l’ordinanza sindacale in assenza di presupposti istruttori e motivazionali

La sez. I Catania del TAR Sicilia, con la sentenza 28 luglio 2025 n. 2451, annulla un’ordinanza sindacale contingibile ed urgente priva dei presupposti di legge: ossia, un pericolo irreparabile ed imminente per la pubblica incolumità, non altrimenti risolvibili con i mezzi ordinari apprestati dall’ordinamento: l’assenza di un accertamento tecnico che profili il rischio non rinviabile dimostra la carenza di un elemento indispensabile, ben potendo utilizzare altri mezzi apprestati dall’ordinamento per fronteggiare la situazione a livello di mera potenzialità di minaccia di lesioni alle persone.

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