La sez. giur. Campania, della Corte dei conti, con la sentenza 3 settembre 2026, n. 220 (con ben ottanta pagine), delinea la responsabilità erariale afferente alla consegna di “doni”, in occasioni ufficiali, ove l’importo esorbita i limiti ordinari (comprensibili, ossia leciti) delle “spese di rappresentanza”[1], entrando nel merito della procedura non rispettosa delle regole interne e dei criteri generali (anche elementari di ragionevolezza), soffermandosi sull’elemento soggettivo del “dolo eventuale” (vengono indicati precisi criteri), rilevando (riaffermando) il confine di un “presente”, non potendo “sanare” il danno con un ristoro spontaneo, quando la spesa è fuoriuscita dalle casse comunali: un effettivo depauperamento finanziario.
Continua a leggereIl non tanto discutibile confine del dono
La sez. giur. Campania, della Corte dei conti, con la sentenza 3 settembre 2026, n. 220 (con ben ottanta pagine), delinea la responsabilità erariale afferente alla consegna di “doni”, in occasioni ufficiali, ove l’importo esorbita i limiti ordinari (comprensibili, ossia leciti) delle “spese di rappresentanza”[1], entrando nel merito della procedura non rispettosa delle regole interne e dei criteri generali (anche elementari di ragionevolezza), soffermandosi sull’elemento soggettivo del “dolo eventuale” (vengono indicati precisi criteri), rilevando (riaffermando) il confine di un “presente”, non potendo “sanare” il danno con un ristoro spontaneo, quando la spesa è fuoriuscita dalle casse comunali: un effettivo depauperamento finanziario.
Continua a leggere→




