«Libero Pensatore» (sempre)
L’instabile ruolo del docente

L’instabile ruolo del docente

La sez. III ter Roma del TAR Lazio, con sentenza 23 giugno 2025, n. 12252, offre un inconsueto modo di concepire il ruolo di docente, caso di specie universitario, dove si confonde l’insegnamento accademico degli allievi come prestazioni di servizi autoreferenziali senza alcuna attinenza con gli adempimenti didattici, organizzativi e di referaggio del ricercatore/tirocinante: una violazione ai doveri di correttezza e trasparenza che legittima la sanzione disciplinare della sospensione dall’ufficio e dallo stipendio.

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Limiti all’accesso emulativo del sottoscrittore dell’esposto

Limiti all’accesso emulativo del sottoscrittore dell’esposto

La sez. I L’Aquila del TAR Abruzzo con la sentenza 4 marzo 2026 n. 122, entra nel merito di un diniego ad una richiesta di acquisire il nominativo del denunciante di un esposto che ha portato ad un accertamento ispettivo, non ritenendo essenziale, ai fini difensivi, individuare l’autore della segnalazione, avendo l’interessato già acquisito tutti gli elementi utili, ritenendo (invero) l’istanza equiparabile ad un “controllo generalizzato” sull’operato della PA, in violazione ad una espressa norma codificata dal comma 3, dell’art. 24, Esclusione dal diritto di accesso, della legge n. 241/1990.

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Revisione prezzi prima della stipulazione del contratto

Revisione prezzi prima della stipulazione del contratto

La sez. I del TAR Molise, con sentenza 5 marzo 2026 n. 93, interviene su una ipotesi di autotutela doverosa a fronte da una parte, del rifiuto di stipulazione del contratto, da parte dell’operatore economico, in mancanza della revisione prezzi da parte della stazione appaltante (ovvero una modificazione delle condizioni di gara), dall’altra parte, dell’impellente necessità di disporre la consegna d’urgenza dei lavori pena la perdita di un finanziamento statale.

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Limiti all’accesso del segreto industriale

Limiti all’accesso del segreto industriale

La sez. IV Roma del TAR Lazio, con la sentenza 5 marzo 2026 n. 4165, conferma un orientamento di matrice comunitaria che non consente l’accesso al segreto industriale (il proprio know how) quando l’accesso è strumentale, non tanto ad acquisire elementi valutativi per impugnare l’aggiudicazione, quanto per conoscere le parti riservate dell’offerta capaci di sfruttamento economico, minando di fatto la concorrenza: l’operatore economico, di contro, dovrà comprovare gli elementi di segretezza oggettiva tali da risultare strategici per la vita dell’azienda, diversamente ogni documento presentato risulta accessibile prevalendo la trasparenza rispetto al know how dei singoli concorrenti.

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La motivazione della deliberazione consiliare

La motivazione della deliberazione consiliare

La sez. I Catania del TAR Sicilia, con la sentenza 2 marzo 2026, n. 1458, postula che la motivazione costituisce un aspetto essenziale del provvedimento amministrativo, parte centrale di ogni decisione amministrativa, non potendo essere sostituita da pur validi interventi dei consiglieri comunali (a verbale) sulle opinioni del voto espresso, quest’ultime espressioni di valutazioni che non assurgono al ruolo autonomo deposto nella sua linearità dall’art. 3, della legge n. 241 del 1990: «la motivazione deve indicare i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche che hanno determinato la decisione dell’amministrazione, in relazione alle risultanze dell’istruttoria».

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Le conseguenze dell’errata durata di pubblicazione di dati personali

Le conseguenze dell’errata durata di pubblicazione di dati personali

La sez. giurisdizionale Emilia – Romagna della Corte dei Conti, con la sentenza n. 29 del 18 febbraio 2026, dichiara il giudizio erariale estinto a seguito di richiesta di rito abbreviato (offrendo il pagamento di una somma ridotta di oltre il sessanta per cento dell’importo dovuto), sulla responsabilità erariale per la pubblicazione di un dato personale (in violazione del principio di eccedenza) a seguito del pagamento di una sanzione amministrativa inflitta all’Amministrazione del Garante per la protezione dei dati personali: una responsabilità di danno indiretto[1].

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