«Libero Pensatore» (sempre)

La sez. giurisdizionale del Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione siciliana, con la sentenza n. 530 del 9 luglio 2025, dichiara illegittima una sanzione al comproprietario di un immobile abusivo quando è venuta meno la partecipazione al procedimento, omettendo (in evidente errore di procedura) l’individuazione dello stesso nell’ordinanza di demolizione.

L’ordinanza di demolizione

È noto che per giungere al termine di una procedura che accerta un intervento in difformità o senza il titolo abilitativo in ambito edilizio, si affronta un procedimento suddiviso per fasi (c.d. procedimentalizzazione), sicché l’ordinanza di demolizione dell’opera, nonché l’acquisizione a patrimonio in caso di inottemperanza, viene scandito da un necessario contradittorio (c.d. giusto procedimento), ossia dal coinvolgimento degli interessati (coloro che hanno partecipato all’abuso, o che sono in stretta connessione/dominio con il bene), sin dall’accertamento dell’abuso stesso, con il verbale (dal quale, in dettaglio, si comprende la consistenza/superfici/dati metrici delle opere).

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Non sanzionabile il proprietario dall’ordinanza di demolizione non notificata

Non sanzionabile il proprietario dall’ordinanza di demolizione non notificata

La sez. giurisdizionale del Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione siciliana, con la sentenza n. 530 del 9 luglio 2025, dichiara illegittima una sanzione al comproprietario di un immobile abusivo quando è venuta meno la partecipazione al procedimento, omettendo (in evidente errore di procedura) l’individuazione dello stesso nell’ordinanza di demolizione.

L’ordinanza di demolizione

È noto che per giungere al termine di una procedura che accerta un intervento in difformità o senza il titolo abilitativo in ambito edilizio, si affronta un procedimento suddiviso per fasi (c.d. procedimentalizzazione), sicché l’ordinanza di demolizione dell’opera, nonché l’acquisizione a patrimonio in caso di inottemperanza, viene scandito da un necessario contradittorio (c.d. giusto procedimento), ossia dal coinvolgimento degli interessati (coloro che hanno partecipato all’abuso, o che sono in stretta connessione/dominio con il bene), sin dall’accertamento dell’abuso stesso, con il verbale (dal quale, in dettaglio, si comprende la consistenza/superfici/dati metrici delle opere).

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La sez. I Pescara del TAR Abruzzo, con la sentenza 23 giugno 2025, n. 240 (Est. Giardino), nel derimere una errata scansione procedimentale di concorso, nella determinazione dei punteggi di valutazione (i criteri), rifugge dalle giustificazioni dell’Amministrazione nell’imputare la responsabilità all’IA (intelligenza artificiale), quasi a volere riconoscere una identità (digitale) alla macchina, aspetto non ancora consolidato nel diritto positivo, esigendo necessariamente (e giuridicamente) il controllo umano sui processi (robotizzazione) informatici del software: un forte richiamo al dovere di esercizio della funzione.

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Il fattore umano non ancora sostituibile dalla IA

Il fattore umano non ancora sostituibile dalla IA

La sez. I Pescara del TAR Abruzzo, con la sentenza 23 giugno 2025, n. 240 (Est. Giardino), nel derimere una errata scansione procedimentale di concorso, nella determinazione dei punteggi di valutazione (i criteri), rifugge dalle giustificazioni dell’Amministrazione nell’imputare la responsabilità all’IA (intelligenza artificiale), quasi a volere riconoscere una identità (digitale) alla macchina, aspetto non ancora consolidato nel diritto positivo, esigendo necessariamente (e giuridicamente) il controllo umano sui processi (robotizzazione) informatici del software: un forte richiamo al dovere di esercizio della funzione.

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La sez. VI del Consiglio di Stato, con la sentenza del 6 giugno 2025, n. 4929, individua un principio di legalità secondo il quale l’accesso documentale (estrapolazione di dati) non può essere precluso per l’incapacità (dell’Amministrazione) di individuare il processo decisionale dell’algoritmo nel definire un procedimento di erogazione di contributi (aiuti), collegati al possesso di beni patrimoniali di privati.

Fatti

Nella sua essenzialità, la parte appellante impugna un giudizio di primo grado in materia di accesso agli atti, con la quale il giudice non ha considerato le valutazioni dell’Amministrazione nel bilanciare il diritto di accesso difensivo con la tutela dei dati personali, dove il controinteressato non dispone di alcun “diritto di veto” tale da impedire tout court l’accesso.

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Nessun limite all’accesso dell’algoritmo IA

Nessun limite all’accesso dell’algoritmo IA

La sez. VI del Consiglio di Stato, con la sentenza del 6 giugno 2025, n. 4929, individua un principio di legalità secondo il quale l’accesso documentale (estrapolazione di dati) non può essere precluso per l’incapacità (dell’Amministrazione) di individuare il processo decisionale dell’algoritmo nel definire un procedimento di erogazione di contributi (aiuti), collegati al possesso di beni patrimoniali di privati.

Fatti

Nella sua essenzialità, la parte appellante impugna un giudizio di primo grado in materia di accesso agli atti, con la quale il giudice non ha considerato le valutazioni dell’Amministrazione nel bilanciare il diritto di accesso difensivo con la tutela dei dati personali, dove il controinteressato non dispone di alcun “diritto di veto” tale da impedire tout court l’accesso.

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La sez. I del TAR Veneto, con la sentenza n. 389/2025, delinea le competenze del Segretario comunale all’interno dell’ordinamento comunale, il quale è titolato ad assumere la funzione di RUP prevista nel Codice dei contratti pubblici non ostando preclusioni di legge, quale figura di garanzia e di chiusura del modello gestionale del Comune.

Fatti

In un procedimento di revisione prezzi di un servizio in concessione (energia), la parte ricorrente, tra i motivi del gravame, contesta l’attribuzione del ruolo di RUP al Segretario comunale, privo di adeguate competenze tecniche in quanto laureato in giurisprudenza.

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Piena legittimità del Segretario comunale ad essere nominato RUP

Piena legittimità del Segretario comunale ad essere nominato RUP

La sez. I del TAR Veneto, con la sentenza n. 389/2025, delinea le competenze del Segretario comunale all’interno dell’ordinamento comunale, il quale è titolato ad assumere la funzione di RUP prevista nel Codice dei contratti pubblici non ostando preclusioni di legge, quale figura di garanzia e di chiusura del modello gestionale del Comune.

Fatti

In un procedimento di revisione prezzi di un servizio in concessione (energia), la parte ricorrente, tra i motivi del gravame, contesta l’attribuzione del ruolo di RUP al Segretario comunale, privo di adeguate competenze tecniche in quanto laureato in giurisprudenza.

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Il Sindaco rappresenta il proprio territorio, e anche lo Stato, ha una competenza propria (una prerogativa del possesso della carica) la responsabilità dell’Amministrazione del Comune a livello generale, il cui segno distintivo (di tale titolarità esclusiva di funzione pubblica), secondo la chiara stesura della norma del comma 12, dell’art. 50, del d.lgs. n. 267/2000 (c.d. TUEL), «è la fascia tricolore con lo stemma della Repubblica e lo stemma del comune, da portarsi a tracolla»[1].

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La fascia tricolore: più di un simbolo

La fascia tricolore: più di un simbolo

Il Sindaco rappresenta il proprio territorio, e anche lo Stato, ha una competenza propria (una prerogativa del possesso della carica) la responsabilità dell’Amministrazione del Comune a livello generale, il cui segno distintivo (di tale titolarità esclusiva di funzione pubblica), secondo la chiara stesura della norma del comma 12, dell’art. 50, del d.lgs. n. 267/2000 (c.d. TUEL), «è la fascia tricolore con lo stemma della Repubblica e lo stemma del comune, da portarsi a tracolla»[1].

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La sez. giurisdizionale Veneto, della Corte dei conti, con la sentenza n. 277 del 11 luglio 2025, accogliendo la richiesta di rito abbreviato, conferma (ancora una volta) la responsabilità erariale del Responsabile dell’ufficio tecnico dovuta al mancato aggiornamento del costo di costruzione.

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Responsabilità erariale dal mancato aggiornamento del costo di costruzione: un’omissione gravemente colposa

Responsabilità erariale dal mancato aggiornamento del costo di costruzione: un’omissione gravemente colposa

La sez. giurisdizionale Veneto, della Corte dei conti, con la sentenza n. 277 del 11 luglio 2025, accogliendo la richiesta di rito abbreviato, conferma (ancora una volta) la responsabilità erariale del Responsabile dell’ufficio tecnico dovuta al mancato aggiornamento del costo di costruzione.

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